NICOLA PETTAZONI
Se c'è uno che mi batte in quanto alla molteplicità degli interessi, questo è Nicola Pettazoni. Sto lavorando nel suo Musicwarp studio per mettere giù i brani del nuovo album. Grazie Nicola.
Ecco come si descrive...
Vengo al mondo alla Maternità di Via Tovaglie nel centro di Bologna il primo di Marzo del 1966.
Mia sorella maggiore mi spiana la strada facendomi ascoltare Nice, EL&P, Genesis, Pink Floyd sin da bimbetto ( grazie Paola, ti voglio bene ). Alle elementari già discutevo con i miei compagni di classe, che mi consideravano matto.
Questa percezione che gli altri avevano di me mi accompagna tuttora. Per fortuna.
Paola ( sempre lei! ) convince i miei a noleggiare un pianoforte, e a 9 anni ho il primo incontro con la musica “suonata”. Prendo lezioni private per qualche anno, ma poi l’adolescenza e i suoi profumi (…) mi distolgono dalle necessarie ore di studio sullo strumento.,che purtroppo non riprenderò più.
Presto scoppia la passione per l’elettronica, giorni, notti spesi in un angusto garage/laboratorio dove smanetto, pistòlo e combino accrocchi di componenti che quasi per miracolo prendono vita non appena dò corrente..( è vivo !…è vivoooo!!). Ben presto nasce la passione totalitaria per i laser. Ne costruisco circa una trentina in un anno, dei tipi e potenze più disparate. Riesco anche a piazzarne qualcuno in due discoteche temerarie, che non si preoccupano troppo se qualche cliente viene mutilato per piccoli problemi di regolazione della potenza…ma d’altra parte, avevo solo 16 anni, non ero così esperto.
Nel mentre continuo ad accumulare strumenti e apparecchiature di registrazione. Non ho mai smesso di strimpellare, se non per brevi periodi. Nell’età matura (?) , non riuscendo più ad uscire sul balcone senza scavalcare i rack, decido di costruire il mio personale studio di registrazione, nato prima per soddisfare i miei personali bisogni di musicare le emozioni, poi per condividere con selezionati amici e “clienti” quel brividino che scorre lungo la schiena (quello dell’ultima goccia di pipì), riascoltando le proprie idee abbellite, trasformate e rese eterne da quel cerchio plastico miracoloso che è il compact disc.
E dalla marea di apparecchiature digitali ed analogiche che mi diverto a pilotare. Per “pilotare” meglio, ho anche preso il brevetto di volo.