Franz Campi è un cantautore bolognese dalla
carriera ricca di esperienze e proprio questa ricchezza
mi fa seriamente dubitare sul termine “cantautore”
vicino al suo nome. La sua produzione discografica
comincia infatti dieci anni prima di questo “Saluta i
gatti e buonasera…”, con un cd omonimo che gli permette
di partecipare a Sanremo dopo aver vinto Sanremo
Giovani. Successivamente ha firmato la famosa “Banane
e Lampone” di Gianni Morandi e realizzato parecchi
spettacoli di teatro canzone, “Tutti i gatti vengono al
pettine” e “Ciao Signor G.?”, per citare i due che ho
potuto vedere. Ha scritto inoltre testi per Barbara
Cola, ed il libretto per “La famosa invasione degli orsi
in Sicilia” tratta dal testo di Buzzati. Arrivando ad
oggi, questo disco, “Saluta i gatti e buonasera”, nasce
in seguito ad uno spettacolo di teatro-canzone, genere
su cui ci soffermeremo per qualche commento, scritto ed
interpretato da Campi a cui aveva collaborato la
Baldazar Acoustic Lemonade, formazione che ritroviamo
nel disco. A proposito di teatro-canzone ritengo
valga la pena di spendere due parole. Tengo a
sottolineare che questo modo di fare canzone è nato e
morto con Gaber. Nato grazie al sodalizio artistico con
Luporini, e dall’humus della cultura milanese degli anni
settanta, quella del gruppo stretto intorno a Strehler,
Fo ed il Piccolo. Ogni storia musicale con spessore
artistico ha una sua sostanziale autonomia dal resto
della storia della musica, distaccandosi da ciò che la
precede per originalità e marcando uno scarto con quello
che la segue per la sua irripetibilità. Per la storia
del teatro canzone questo discorso si impone con una
forza maggiore, per la potenza di una canzone così
strettamente legata a rimandi concettuali e per lo
stesso volto e capacità teatrale di Gaber. Tutta
questa parentesi sul teatro canzone è stata fatta in
fondo per elogiare l’originalità di Campi, o meglio il
piglio personale che mette nello spettacolo. In “Ciao
Signor G.?” si vede l’amore e la stima del cantautore
bolognese nei confronti di Gaber al quale dedica questo
tributo, ma allo stesso tempo si sente la ricerca di una
via propria, ironica ed a volte scanzonata per guardarsi
intorno, verso l’esterno, verso la società. I testi
di Campi percorrono e attraversano molte storie, alcune
tratte dallo spettacolo “Tutti i gatti vengono al
pettine...” come quella sulla sensualità irresistibile
di “Miguel”, a cui cede anche la protagonista dello
spettacolo, fino a brani come “L’amore è una traccia”,
metafora per indicare la capacità di questo sentimento
di unire tramite parabole punti molto distanti. Molto
bella è anche “Piccolo Mondo” che tratta la Prima guerra
mondiale. Importante è l’accompagnamento della
Baldazar Acoustic Lemonade, dalla voce di Barbara
Giorgi, al violino di Alessandro Urso, al basso di
Tiziano Zanotti, alle percussioni di Davide Belviso,
alle chitarre di Giulio Oliviero e alla batteria di
Piero Roda. La Baldazar crea ambientazioni che spaziano
dal jazz, sapore che accompagna molti brani, al blues,
oppure tanghi sensuali come ne “La Goccia che
cade”. |
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