Fanatici e integralisti di tutte le fedi e professioni politiche
“Ritengo che l’essenza del fanatismo stia del desiderio di costringere gli altri a cambiare. Quell’inclinazione comune a rendere migliore il tuo vicino, educare il tuo coniuge, programmare tuo figlio, raddrizzare tuo fratello, piuttosto che lasciarli vivere. Il fanatico è la creatura più disinteressata che ci sia. E’ un grande altruista. E’ più interessato a te che a se steso. Vuole salvarti l’anima, vuole redimerti, vuole affrancarti dal peccato, dall’errore, dal fumo, dalla tua fede o dalla tua incredulità, vuole migliorare le tue abitudini alimentari, vuole impedirti di bere o di votare nel modo sbagliato. Il fanatico si preoccupa assai di te, e o ti si butta al collo perché ti vuole bene sul serio o punta alla gola, nell’eventualità che ti dimostri irriducibile.
Il sacrificio di sé significa molto spesso infliggere tremendi sensi di colpa nel beneficiario, e di conseguenza lo si manopola, lo si controlla.”
(Amoz Oz, da “Contro il fanatismo”, Feltrinelli Editore)

Bush
“Fra le guerre del secolo scorso e le presenti c’è, in comune, che la gente non vuole farle ma le fa e chi le vuole, un ristretto numero di persone, sa bene perché si fanno e manda gli altri a farle… Con la guerra all’Iraq si è tornati a un criterio medioevale di eserciti professionisti che mirano alla vittoria con il risparmio dei propri sodati e con le trattative della corruzione. …. A chi possiede un martello tutti i problemi sembrano chiodi.”
(Giorgio Bocca, da “Basso Impero”; Ed. Feltrinelli).

Berlusconi
Silvio Berlusconi a Mentana che gli chiede se davvero venderà Mediastet, replica con un sorriso sibillino: “Questa risposta gliela darò se avrà la cortesia di invitarmi un’altra volta prima del 13 maggio” (Corriere della Sera, 4 maggio 2001)
Il candidato premier del centrodestra precisa che in caso di vittoria, non disporrà di 6 reti televisive (tre 3 RAI e le 3 Mediaset), perché “due saranno vendute e una continuerà a garantire il servizio pubblico” (La Stampa, 11 maggio 2001)

“ I sottosegretari saranno meno delle altre volte”
(Adn Kronos, 10 giugno 2001)
Nel secondo governo Berlusconi si contano 59 sottosegretari, tre in più rispetto al precedente governo D’Alema.

( Aggiungo, a onor del vero, che il nuovo governo Prodi (2006) ha battutto tutti: 99 sottosegretari !!! )

Nei primi giorni di genaio 2002 il Premier si manifesta amareggiato per alcuni articoli apparsi sulla stampa a proposito del suo incontro con Don Oreste Benzi e due prostitute, a cui consegna un assegno di 10 milioni di lire. Che poi dal primo gennaio non si possano più emettere assegni in lire è solo un dettaglio di poco conto.
Dopo aver affermato di vergognarsi a camminare con i suoi figli, Berlusconi scende in campo personalmente contro la prostituzione di strada. E a Don Oreste Benzi, il sacerdote romagnolo che ha fatto dell’assistenza e della redenzione delle lucciole una vera e propria missione dice: “Adesso me ne occuperò io”, “Il Presidente” ha detto don Benzi, “mi ha assicurato che approfondirà la questione. Per ora non si è espresso nel merito. Ha mostrato interesse e mi ha detto che stasera ne parlerà con il ministro Scajola”. “Berlusconi si è commosso, ha detto che risolverà al più presto il problema della prostituzione” aggiunge don Benzi. “Altre misure saranno discusse da Silvio Berlusconi con i suoi collaboratori. Sono convinto, comunque, che il premier sia contrario alle case chiuse”.
Passata la commozione il principe della promessa mette in moto la potente macchina legislativa. I risultati sono straordinariamente immediati. Il 12 dicembre dello stesso anno, a distanza di soli 11 mesi, il Consiglio dei Ministri approva un disegno di legge specifico per la regolamentazione del fenomeno. Piccolo dettaglio: la proposta del governo, oltre a inasprire la repressione della prostituzione in luoghi aperti, autorizza di fatto la riapertura delle case chiuse tanto temute da don Benzi. Assegnato alla seconda Commissione Giustizia della Camera il 29 gennaio 2003, da allora il Ddl è oggetto di studio della stessa potente macchina legislativa.

Il pres. Del Consiglio viene invitato nella primavera 2003 dal tribunale di Milano a raccontare la sua versione dei fatti nel processo Sme. Dopo la breve apparizione del 18 aprile, cinque minuti a bocca chiusa e poi l’abbandono della seduta per “pressanti impegni istituzionali”, il 5 maggio ricompare in aula.
“Cercherò di partecipare al mio processo e di assistere alle testimonianze per avere il dritto di partecipare al contraddittorio malgrado i miei numerosi impegni. Oltre ad essere Presidente Del Consiglio faccio parte delle tre persone che reggono il consiglio d’Europa e fino ala fine dell’anno ho già in programma 76 viaggi di Stato all’estero anche a causa del semestre europeo. Questo non toglie che non possa trovare alcune mattine per partecipare alle udienze” (Adn Kronos, 5 maggio 2003)
L’11 giugno alla Procura di Milano “ci divertiremo”, “avrò molte cose da dire”, anche perché è bene che gli italiani apprendano”quanto sta succedendo alla Procura di Milano” E’ un novo attacco ai giudici milanesi quello che Berlusconi ha lanciato nell’amena cornice del castello di Salingen, alle porte di Lussemburgo. “Ho detto che parlerò”, ha affermato il premier, “perché siamo di fronte a una situazione molto grave” con “prove e testimonianze false, e invece prove a favore nascoste”
(Adn Kronos, 24 maggio 2003)
L’appuntamento salta. Qualche giorno prima il premier annuncia un viaggio diplomatico in Medio Oriente. Divertimento rimandato.
Nel frattempo il Senato approva a tempo di record il Lodo Schifani per l’immunità delle più alte cariche dello Stato.
Il 17 giugno la seconda puntata. Purtroppo anche in questa occasione il tempo è tiranno.
Quello che ha reso oggi non saranno le ultime dichiarazioni che il cavaliere ha intenzione di fare al processo Sme: “Ritengo di non esaurire oggi le dichiarazioni, in quanto il processo è molto complesso e io ritengo di dover chiarire questa vicenda fino in fondo”. (La Repubblica”, 17 giugno 2003).
Poi, come da prassi, fissa la sua successiva impedibile ed immancabile apparizione:
“Garantisco che sarò in aula a Milano il 25 giugno. So che ci sono iniziative in Parlamento a cui però non ho dato il mio consenso. C’è chi vuole chi rappresenta l’Italia all’estero non abbia ombre e quindi ha fatto delle iniziative. Da parte mia, comunque, vi dico che sarò in aula il 25 giugno”. Lo ha affermato Silvio B. nella parte finale della sua disposizione, senza mai citare direttamente il Lodo Meccanico. (Adn Kronos, 17 gugno 2003)
Ironia della sorte, il giorno successivo la Camera approva la legge che di fatto consente al presidente del Consiglio di non essere nella condizione di dover partecipare a processi suoi o che lo vedono coinvolto. Il 25 giugno, tra la grande delusione dei suoi fan, il cavaliere non si presenterà nel tribunale di Milano come promesso.
(Tutto il reportage su Berlusconi qui riportato viene da “Promesso” di Alberto Lamberti, Ed. Nutrimenti)

Il cavalier Bugiardoni
Marco Travaglio

“Noi abbiamo messo in circolo per opere pubbliche 51 miliardi di euro. I cantieri aperti non sono piccoli cantieri, sono i più grandi cantieri del mondo. Il Mose. La più grande opera di protezione ambientale che si sta costruendo oggi nel mondo, è già arrivata al 25% dei lavori” (Silvio Berlusconi nel faccia a faccia con Romano Prodi, 14.3.2006)

Due bugie in due frasi. Naturalmente nessuno dei cantieri aperti in questi cinque anni è fra i più grandi del mondo. E quanto al Mose di Venezia, sono state avviate solo alcune operazioni preliminari di pulizia dei canali, ben lungi dalla realizzazione del 25% dell’opera. L’ammissione relativa ai 51 miliardi risponde invece a verità, ma è la confessione del terzo punto del contratto con gli italiani del 2001, che prometteva l’avvio di almeno il 40% dei lavori previsti dal Piano grandi opere. In realtà i 51 miliardi vantati dal premier non corrispondono al 40, ma al 21,4% dei lavori previsti. Praticamente la metà.

“Il nostro governo ha cancellato dopo 143 anni la leva obbligatoria e regalato a 150 mila ragazzi un anno di vita per costruire il loro futuro. La sinistra ha risposto presentando un disegno di legge che imporrebbe ai giovani, a 18 anni, il servizio civile obbligatorio per sei mesi” (Berlusconi, ibidem)

Falso: la leva obbligatoria fu abolita con una legge delega al governo dalla Camera il 14 giugno 2000 e dal Senato il 24 ottobre dello stesso anno. Al governo c’era Giuliano Amato, a capo di una maggioranza di centro-sinistra. Il governo Berlusconi si limitò ad esercitare la delega conferitagli da quello precedente.

“Dirigenti di mie aziende e miei avvocati in parlamento? Ne ricordo solo due o tre” (Berlusconi, ibidem)

In realtà, fra uomini del gruppo Fininvest e legali del premier e dei suoi coimputati sistemati in parlamento e al governo, si supera la cinquantina.

 

I leghisti
Nel profondo Nord il “padroncino” magari dice: “Sono ricco, scansati”. In realtà pensa: “Sono ricco e insicuro”. E’ un quadro psicologico che si ripete con poche varianti dal Piemonte al Friuli. Da una parte un surplus di autostima, il sentirsi al centro del mondo, la sindrome di onnipotenza di chi si è fatto da sé. Dall’altra l’ansia patologica di chi ha paura di perdere ciò che ha conquistato, di chi resta naif davanti ai simboli aggressivi del consumo, debole di fronte alla complessità dei tempi.

La Lega è figlia dello spaesamento non della cultura di paese. ….. la velocità dello sviluppo ha terremotato i valori, strapato le radici, trasformato tutto in mercato.
(da “La secessione leggera” di Paolo Rumiz; Ed. Universale economica Feltrinelli)

I punkabbestia
“Punkabbestia, quelli che si portano dietro almeno un cane per uno e hanno la testa svuotata dai bottiglioni di vino, dal fumo, dalla festa di qualche pasticca. Le sirene hanno anche questa voce, quella di abdicare dalla responsabilità di essere vivi, la scelta più estrema, chiudere i rubinetti del cervello, affidarsi al resto.”
Luigi Bernardi, da “Il male stanco”; Zona Editore.

I pacifisti che alzano le mani nei cortei

Chi tratta male bambini ed animali

I voltagabbana

Partecipanti
ai vari “Grande fratello”; “l’Isola dei famosi”; “Amici”; “La fattoria”; “Uomini e Donne” e similari...

Gazzoni
L’ex presidente del Bologna F.C. che ha detto a una giornalista che l’intervistava: “Lei è in vendita, come tutti” e qualche anno fa, dopo aver licenziato 15 giornalisti della redazione di una tv locale che aveva precedentemente acquistato, mettendo sulla strada 15 persone e relative famiglie: “Mi conviene di più usare quei soldi per acquistare un buon terzino”. Per la cronaca il Bologna è retrocesso in serie B.

Tutti i discografici
Che, in genere, cercano una proposta alla..., sullo stile di... (all’artista o genere che va di moda in quel periodo).

i Virtussini
In genere (a parte le persone simpatiche: poche, ma ce ne sono alcune anche tra i bianconeri

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